I tre pilastri aziendali

Se prendiamo qualunque azienda del mondo e ne semplifichiamo al massimo la struttura, scopriamo che un’impresa, alla fine, è fatta di tre sole cose: persone, processi e marketing.

 

Il successo della tua impresa lo faranno sempre le persone

Persone entusiaste, talenti e una cultura del rispetto reciproco sono componenti essenziali del successo.

La cultura del tentare anche se si sbaglia, un ambiente che rinforza la cultura del gruppo e la stima tra gli individui e soprattutto, entusiasmo diffuso, sarà sempre il terreno fertile per la prosperità.

Potremmo anche pensare che le competenze siano fondamentali, ma se trovi le persone giuste, le competenze se le fanno la notte grazie alla loro passione.

Grandi campioni che non condividono obiettivi e spirito di squadra non sono campioni ma solamente lupi solitari all’interno dell’azienda. Se non c’è condivisione, affiatamento e rispetto non si costituisce nessun valore aggiunto.

Il classico “purtroppo ha un pessimo carattere ma è insostituibile,” è il segnale di quel finto campione che, quando se ne va, aiuta gli altri a trovare spazio.

Non investire sulle persone, sul loro benessere e su processi in grado di far crescere tutti come facenti parte di un gruppo che condivide veramente gli stessi obiettivi, sono i più grandi errori che può fare un imprenditore!

 

I processi fanno crescere!

Un buon mix di procedure testate e stabili fa in modo che i processi aziendali siano più forti delle persone. Perché, con tutto l’entusiasmo del mondo, se le persone non sanno cosa fare vanno in casino prima e scappano poi.

Grazie a buoni processi puoi permetterti di inserire anche dei non-campioni, perché ognuno avrà un ruolo e saprà cosa fare.  E il giorno in cui malauguratamente un campione vorrà andarsene avrai comunque un’azienda che funziona.

L’importante è creare una cultura aziendale in grado di rendere tutti in grado di duplicare i risultati dei tuoi campioni che hanno fatto da apripista.

Ciò non significa che i processi devono essere rigidi, anzi: il continuo miglioramento delle proprie performance è di per sé un processo in continuo divenire.

Tieni sempre a mente che la riduzione della complessità e l’eliminazione della burocrazia è parte fondamentale della to do list di un’impresa che vuole cresce sana.

Un equilibrio non facile che comincia ideando l’organigramma aziendale o un manualetto per i neo assunti.

Inizia subito a lavorare al miglioramento dei tuoi processi!

 

Il marketing è tutto il resto 

Ed eccoci arrivati al terzo pilastro, quello al quale è demandato il ruolo di collante strategico.

La strategia; dove vuoi essere tra un anno, la scelta di cosa produrre, per chi, come comunicarlo, identità e valori…tutto questo prende forma grazie al marketing, è marketing.

Ma il marketing da solo non serve a nulla: per usufruire al meglio delle opportunità che è in grado di offrire, ci vogliono persone entusiaste che vogliono provare idee nuove, diverse dalla concorrenza, dal si-è-sempre-fatto-così. E ci vogliono processi, programmazione e regole precise ma non stringenti per sapere in anticipo cosa fare.

 

Noi ci occupiamo di marketing ed è la nostra passione.

Diffondere una sana cultura del marketing strategico è la nostra missione.

Quante aziende italiane sfruttano le opportunità offerte dalla pubblicità on line?

Quali sono i trend su scala globale e le ragioni del disallineamento delle aziende di casa nostra?

Secondo l’indagine condotta dall’Eurostat lungo l’arco del 2016 circa l’utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione da parte delle imprese, solamene il 18% delle aziende italiane con più di 10 dipendenti fa pubblicità su internet.

 

Il 18%; meno di un quinto!!!

In Europa, solamente le aziende portoghesi manifestano meno fiducia di noi rispetto alla pubblicità online. Mentre ben il 46% delle aziende maltesi fanno regolarmente uso di internet per veicolare i loro messaggi promozionali e non solo; dovremmo aver tutti capito, ormai, che l’online adv non è mera pubblicità ma soprattutto metodo per la creazione di lead (potenziali clienti ben profilati che esprimono interesse verso i nostri prodotti/servizi) con i quali ingaggiare un percorso incentrato sul trasferimento di conoscenza (non solo del brand) e sulla sempre crescente offerta di valore a loro favore.

Nel frattempo, secondo le ricerche condotte dall’inglese Juniper Research, tra i grossi nomi delle aziende specialiste in analisi di mercato e business intelligence, nel 2020 la spesa globale in on line adv raggiungerà i 285 miliardi di dollari.
Di fatto, nell’ultimo decennio, il settore non ha mai conosciuto crisi; la sua crescita è sempre stata esponenziale, “Up and to the Right” (in alto e a destra), come direbbe Richard Stiennon.

 

Ma qualcosa è cambiato nel 2016, non solo in Italia.

Secondo Standard Media Index, specialista nella raccolta ed elaborazione di dati riguardanti i budget pubblicitari impiegati in UK, USA e Australia, la crescita dell’online adv ha drasticamente rallentato; passando dal +26,2% del 2015 al 13,3% del 2016, con un crescita, nel secondo quadrimestre del solo il 7.1%.

Siamo tutti coscienti del fatto che il 2016 è stato un anno quantomeno atipico e, per molti versi, memorabile, basta pensare ai vari avvenimenti che hanno fatto parte dell’agenda dei media su scala globale.
Ma siamo certi che un particolare trend colpirà anche gli esperti di marketing più navigati.
Alla decrescita del mercato dell’online adv è corrisposto un incremento degli investimenti pubblicitari rivolti verso media tradizionali (tv in primis) sulla scorta, soprattutto, dei grandi eventi mediatici dell’anno appena passato (come olimpiadi ed elezioni americane).

Eppure, i vantaggi offerti dall’online adv rimangono del tutto irraggiungibili dai media tradizionali.
Nessuna delle innovazioni tecnologiche che hanno investito il mondo dei device impiegati dall’industria del home entertainment può, anche lontanamente, donare alle aziende le capacità di targetizzazione propria del medium internet.
Con nessun media tradizionale si possono attivare approcci pubblicitari fondati su dinamiche di remarketing (basti pensare alle opzioni offerte da Google su YouTube e AdWords) o di indirizzamento di messaggi a pubblici iper-specifici (ad esempio, la profilazione per interessi di Facebook).

 

Allora, quali sono le ragioni di questo trend?
Perché, soprattutto in Italia, si investe poco nella pubblicità on line?

Occorre, prima di tutto, ammettere che a partire dai giganti Google e Facebook, la crescita di modelli di business online incentrati su enormi raccolte pubblicitarie ha portato allo svilimento dell’esperienza di navigazione degli utenti. Di fatto, il sovraccarico di messaggi pubblicitari ha prodotto un drastico abbassamento dell’attenzione rispetto alle comunicazioni commerciali e i pollici sono diventati sempre più veloci a scorrere bacheche e pagine di ricerche.
Al contempo, però, sono innumerevoli i casi di pubblicità su internet diventate addirittura virali e non si tratta solamente di video con casting e budget stellari. Ricorderete tutti dello spot “Friends Furever”, di Android, incentrato sull’interazione tra una scimmia e un cane e condiviso quasi 7 milioni di volte sui social.
Quindi solamente i video garantiscono successo nella pubblicità su internet? No, ovviamente no, anche se indiscutibilmente rimane un media capace di creare un altissimo grado di engagement del pubblico.

Ciò che conta è, e sempre sarà, la capacità degli imprenditori di farsi promotori di una cultura del marketing in grado di guidare efficaci decisioni di marketing e di business in genere.
Non esiste guru del marketing capace di garantire il massimo dell’efficacia di una campagna AdWords se essa non viene guidata e giustificata da una strategia promossa e condivisa da vertici aziendali coscienti delle recenti innovazioni nel campo del marketing.

Un miliardo di click non porta a nulla se non viene incanalato in un’attenta strategia di marketing.

Cari imprenditori, correte a studiare le basi della pubblicità online e solamente dopo contattate una buona agenzia di comunicazione. E soprattutto, non trascurate mai l’importanza di avere il pieno controllo su tutte le attività di marketing della vostra azienda.

Quanto è importante l’identità di un’azienda? Non meno dell’identità di una persona.

Ci capita spesso di incrociare nella nostra vita persone che ci paiono determinate, affascinanti, competenti, ispirazionali, coinvolgenti. E generalmente ne rimaniamo colpiti. Ci rimangono nella mente, diventano in un certo senso parte di noi, del nostro immaginario collettivo.

Queste persone hanno un carattere deciso, un’identità coerente e forte.

La stessa cosa capita con le aziende. Ugualmente ci rimangono nella mente quelle aziende che hanno catturato la nostra attenzione per una carattere differenziante, unico. 

Come impostare una strategia di marketing di successo

Per farla semplice: butta fuori una cosa sensata, falla vedere a molta gente,
controlla, impara e migliora!

Hai mai provato a definire la strategia di marketing della tua impresa? Non sto parlando di fare una campagna sconti a fine mese, sto parlando di “leggere”, prevedere e guidare i comportamenti dei tuoi potenziali clienti nel futuro. Noi lo facciamo ogni giorno, lo abbiamo fatto per centinaia di aziende, permettimi quindi di condividere con te alcune considerazioni su quello che è il processo più performante che abbiamo studiato e testato.

Cosa stai facendo di sbagliato per non avere successo?

Se stai leggendo questo messaggio è perché hai un’azienda o vuoi aprirne una e vuoi scoprire qual è il segreto per avere un enorme successo.
Sei capitato nel posto giusto.

Oggi ci sono un mucchio di aziende di servizi o che vendono prodotti che fanno un sacco di soldi. L’era globale sembra aiutare tutti tranne te? Non è frustrante?
Ma come fanno gli altri ad avere tanto successo?
Quanti libri hai già letto o quanti corsi hai già seguito sulla leadership, sul management, sulle vendite e non sono serviti a molto?

Il vero problema è la generalizzazione.
“C’è la crisi”, “Il business si basa sul prezzo”, “Il mio prodotto si vende da solo”, “Il marketing mi fa buttare via soldi”, “I venditori non sono capaci”, “Ho già provato in tutti i modi ma non ci sono riuscito”, “Il mio competitor ha le conoscenze giuste” ecc. ecc.

Il tuo sito è “strategico” o solo “vetrina”?

Stai pensando di rifare il tuo sito? L’ha appena rifatto un concorrente, e sullo smartphone il tuo ormai si vede male. Cominci quindi a chiedere preventivi in giro, ricevi costi e indicazioni completamente differenti e non capisci perché, passerai mesi a ripensare ai testi, alle foto, ai dettagli… ma continui a ricevere 40/50 visite al giorno, e mai una richiesta di preventivo. Quello che sto descrivendo è il classico sito vetrina della PMI italiana, voglio invece spiegarti velocemente cosa devi considerare per realizzare un sito web “strategico”, cioè un sito che ti serva a qualcosa: portarti dei clienti, ad esempio 😉

Parla ai tuoi interlocutori
Il tuo sito parla del tuo capannone, che è più grande di quello che ti ha lasciato il nonno, o dei tuoi concorrenti? Ai tuoi clienti non interessa nulla, a loro interessa quello che puoi fare per loro e come puoi farlo meglio della tua concorrenza. Chiedi a loro cosa cercano, racconta in cosa sei differente e migliore (vuoi scoprire come costruire questo messaggio? Clicca qui!).

Renditi visibile su device e motori di ricerca
Il tuo sito si vede solo sul tuo PC? Come navigano e cosa cercano gli utenti di tablet e smartphone sul tuo sito, cercano le stesse informazioni degli utenti desktop? Soprattutto, hai una strategia per la visibilità sui motori di ricerca? E’ più importante fare molto traffico o fare in modo che le persone giuste ti trovino per i motivi corretti (e ti contattino)?

Utilizza strumenti di business intelligence
Il tuo sito deve diventare una macchina per creare e gestire contatti: landing pages a supporto delle campagne, call to action per incentivare i navigatori all’interazione (e non solo nella pagina contatti), integrazione con strumenti di analisi evoluti, di business intelligence e CRM integrato sono strumenti che possono trasformare il tuo sito nella macchina commerciale di cui i hanno bisogno i tuoi venditori.

Come creare la tua Proposta di Valore

Se sei qui è perché hai capito che la tua Proposta di Valore può fare la differenza: perché sei diverso? In cosa porti valore ai tuoi clienti? Sei tu il primo a saltare in mente al tuo potenziale cliente quando deve fare un investimento? Per aiutarti a definire la tua Proposta di Valore ho creato una serie di semplici domande a cui puoi rispondere da solo o che puoi condividere con collaboratori e clienti per capire se il tuo prodotto è davvero “fuori dal mucchio”.

Come evitare il fallimento di una Startup

Sul perché una startup fallisce esistono già molte informazioni in rete. Quasi ogni giorno mi capita di finire su post riguardo questa o quella startup che non ce l’ha fatta, ed una breve descrizione del perché. Ed alcune di queste sono basate su studi approfonditi ed articolati.

Ad oggi sembra essere piuttosto scontato che la stragrande maggioranza delle startup (90%) è destinata a fallire. La notizia è sicuramente triste, ma purtroppo questa è la realtà.

Riflessioni sul marketing dopo un evento sul marketing

Pochi giorni fa si è tenuto a Milano uno dei nostri workshop, a parte qualche iniziale inghippo logistico è stato un successo: cinquanta persone in sala e davvero un bel dialogo. Sebbene io sia di natura timido e riservato e me ne starei volentieri chiuso in studio a lavorare, quando poi mi ritrovo davanti a una platea di imprenditori e manager intelligenti e interessati e si parla di problemi e casi reali mi vien voglia di fare un evento al giorno.

Poiché sono emersi alcuni fatti interessanti, vorrei condividere con te alcune mie riflessioni.